Dubbi in merito sono stati sollevati da una società che ha alle proprie dipendenze un dirigente il quale presta attività lavorativa in sedi estere e che, pertanto, non risulta fiscalmente residente in Italia.

La questione nasce dalla considerazione che, secondo il TUIR, sono imponibili in Italia solo i redditi derivanti da attività lavorativa prestata nel territorio italiano. L’istante quindi, in qualità di sostituto d’imposta, chiedeva alle Entrate quale reddito dovesse assoggettare a ritenuta alla fonte. Se solo il solo reddito prodotto in Italia, escludendo la parte di reddito relativa ai giorni trascorsi all’estero, o entrambi.

Reddito imponibile: il calcolo

Rispondendo all’interpello, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per determinare il reddito di lavoro dipendente imponibile in Italia occorre fare riferimento al rapporto tra il numero di giorni durante i quali la prestazione lavorativa è svolta nel nostro Paese e il periodo totale che da diritto ad ottenere la retribuzione, precisando che il numero di giorni indicati al numeratore e al denominatore devono essere individuati con criteri omogenei, al netto delle festività, week end e ferie (vedi circolare n. 17/E/2017).

Lavoro all’estero: compilazione CU

Nel compilare la Certificazione Unica, nella sezione “Dati fiscali”, il sostituto d’imposta deve indicare:

  • il totale della retribuzione imponibile in Italia;
  • il numero dei giorni di lavoro prestati in Italia per i quali il dipendente ha diritto alla detrazione di cui all’art. 13 del TUIR;
  • la data di inizio del rapporto di lavoro, che il lavoratore è ancora in forza al 31 dicembre;
  • il codice 4 previsto per segnalare le ipotesi in cui non vi è coincidenza tra i giorni che danno diritto alle detrazioni e la durata del rapporto.
  • => Certificazione Unica: le novità del Modello CU 2020

Tornando al caso esaminato dal Fisco, i redditi risultano parzialmente esentati da imposizione in Italia in quanto il percipiente risiede in uno Stato estero con cui è in vigore la Convenzione contro le doppie imposizioni.

In questo caso e in quelli analoghi, il sostituto d’imposta deve compilare la sezione “Altri dati” indicando l’ammontare di reddito escluso dalla tassazione.

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